Esiste un legame tra sordità e Alzheimer?

Sordità e Morbo di Alzheimer sono due condizioni con svariate manifestazioni in comune. Per entrambe le patologie, la prevenzione può risultare determinante.
Oramai da decenni la comunità scientifica ha evidenziato lo stretto legame che esiste tra sordità e Alzheimer. Tali disturbi non hanno solo effetti in comune (come ad esempio la tendenza all’isolamento), ma anche delle cause comuni.

Secondo studi recenti, gli anziani con problemi di udito hanno una probabilità più alta di sviluppare l’Alzheimer rispetto a chi ha un udito nella norma. Le cifre parlano da sole: il doppio di probabilità per chi ha un’ipoacusia live, il triplo per chi ha un’ipoacusia moderata e il quintuplo per chi ha un’ipoacusia grave.

Occorre puntualizzare che la parola sordità in questo caso non è riferita alla sordità congenita, ma alla graduale perdita uditiva che può comparire in età avanzata. È una condizione che allontana gradualmente e inesorabilmente le persone dal mondo esterno portandole ad affrontare la vita di ogni giorno con enorme difficoltà, sforzandosi enormemente nell’elaborare suoni e nel cercare di comprendere il proprio interlocutore.

Ciò comporterebbe in primis un continuo sovraccarico dello sforzo cerebrale proprio proprio a tentare di comprendere rumori e voci e ad una vera e propria perdita di materia grigia. Questo porta ad una riduzione delle capacità cognitive proprio per la difficoltà di ascoltare e quindi di elaborare i concetti e, infine alla comparsa dell’Alzheimer.

Infatti, meno viene stimolato il cervello, più possibilità ci sono di sviluppare malattie cognitive come l’Alzheimer.

Una delle caratteristiche che accomuna sordità e Alzheimer è il fatto che entrambi questi disturbi portano all’isolamento, o meglio, all’autoisolamento.

Il soggetto con problemi di udito si vergogna della sua condizione, teme il giudizio degli altri e lo stigma sociale degli apparecchi acustici. Ancora oggi purtroppo l’ipoacusia è percepita come sinonimo di vecchiaia e molte persone, piuttosto che rischiare di svelare il loro problema uditivo, si allontanano volontariamente da amici e familiari.

Oltre agli studi che testimoniano la correlazione tra sordità e Alzheimer, negli ultimi anni sono comparse diverse ricerche sui benefici della prevenzione uditiva e degli apparecchi acustici non solo sul calo dell’udito, ma anche sulla comparsa dell’Alzheimer.

In particolare la ricercatrice Elhm Mahmuodi dell’Università del Michigan, avvalendosi di uno studio condotto su poco più di 100.000 soggetti di età superiore ai 66 anni con una diagnosi di perdita uditiva e la prescrizione di portare gli apparecchi acustici, hanno mostrato come l’utilizzo degli apparecchi acustici ritardi sensibilmente l’invecchiamento del cervello tenendo lontane malattie come la demenza senile e l’Alzheimer.