Una introduzione alle landing page: cosa sono, la loro struttura

La landing page è una pagina web creata con lo scoopo di generare contatti profilati (comunimente chiamati leads) o vendite (sales).
Per ssere più precisi, il fino è quello di indurre l’utente ad eseguire una determinata azione, ovvero o compilare un form di contatto, questo avviene per le landing page per la lead generation, o compiere un acquisto, nelle landing page per la vendita.
Le performances di una landing page sono misurate analizzando il cosiddetto tasso di conversione, che esprime la percentuale di operazioni di conversione effettuate con successo, rapportate rispetto al totale delle visite.

Da cosa è composta una landing page
Una landing page è costituita da pochi elementi, ognuno dei quali necessario affinché il messaggio che si vuole inviare abbia effetto e raggiunga il suo scopo, ovvero indurre le persone all’azione.
Gli elementi fondamentali su cui lavora il digital copywriter sono l’headline, la bodycopy e la o le call to action, il tutto inserito in un format e costruito con uno specifico linguaggio, finalizzato a convincere i visitatori e convertirli in lead.
Tali elementi sono connessi tra di loro secondo regole ben precise e contribuiscono alla costruzione del percorso che accompagna l’utente a leggere il testo fino alla fine.
Volendo scendere più nel dettaglio, lo schema di composizione di una landing page si articola in una sequenza di elementi testuali e non, come descrittop di seguito.

Un esempio di struttura di Landing page
1) Top Bar: partendo dalla parte superiore della pagina, la prima cosa che salta all’occhio all’interno di una landing page, è la totale assenza di una barra di navigazione. L’utente deve infatti interagire esclusivamente con tutto quello che è all’interno della landing page senza “distrazioni”.

2) Headline: parliamo della sezione di testo, generalmente molto breve, con cui inizia il messaggio e che fornisce all’utente ciò che gli è stato promesso in cambio dei suoi dati personali. Se parliamo di pagine di vendita invece, questa sezione esprime il vantaggio che l’offerta, il prodotto o il servizio promette ai potenziali acquirenti. L’headline, se creata con i giusti criteri, dovrebbe attirare l’attenzione dei lettori, suscitandone l’interesse e inducendoli a leggere il bodycopy.

3) Bodycopy: ovvero la sezione di testo che segue la headline, dove il messaggio viene esplicitato; contiene la descrizione del prodotto o dell’offerta e delle sue caratteristiche. Nella norma, il corpo del testo è articolato in una introduzione seguita da alcuni capoversi esplicativi e in un capoverso di chiusura. La bodycopy di una landing page può includere:
– Value proposition: l’esperienza complessiva che il cliente può attendersi dal prodotto proposto;
– USP: ciò che l’azienda si impegna a garantire al cliente in termini di soluzione di un problema o appagamento di un bisogno;
– supporting evidence: una caratteristica specifica o un comportamento del consumatore, che dimostra la validità
– reason why: l’argomentazione o la prova dei fatti a supporto della promessa;

3) Call To Action (CTA): rappresenta l’esortazione inserita all’interno della pagina finalizzata a indurre il visitatore a compiere quella determinata azione obiettivo della campagna. In particolare nelle landing page per la lead generation cliccando la CTA si viene direzionati verso modulo di contatto. Il form che l’utente deve compilare con i propri dati personali, per poter usufruire del beneficio promesso (ad esempio, per ricevere la newsletter).

Secondo la prassi, unitamente ai propri dati personali, l’utente fornisce anche il consenso a ricevere comunicazioni di natura commerciale e altre informazioni che possono concretamente favorire l’impresa ad avviare una trattativa commerciale. Pertanto, si può ritenere di aver convertito un contatto in lead, cioè in contatto potenzialmente interessato a future interazioni, da cui la definizione di permission marketing.

Le fonti di traffico di una landing page
La provenienza degli utenti di una landing page solitamente può avvenire da:

– una campagna banner: vedi Display advertising;
– una campagna Google Ads: vedi Keyword advertising;
– una campagna DEM o una newsletter: vedi Email marketing;
– una campagna social (ad es. Facebook o Instagram Ads): vedi Social media marketing;